Il palazzo con l’unico murale di Caravaggio conosciuto non ha compratori!

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L’asta della Villa da Aurora a Roma tenutasi questo martedì, con un prezzo di partenza di 471 milioni di euro, è stata dichiarata nulla.

La villa con l’unico murale conosciuto di Michelangelo Merisi Caravaggio non ha acquirente. Quella che era stata bollata come “l’asta del secolo”, tenutasi questo martedì pomeriggio, è stata dichiarata deserta. Nessuno ha mostrato interesse ad acquisire il lussuoso palazzo romano che ospita il dipinto del genio barocco, con un prezzo di partenza di 471 milioni di euro. L’asta per la Villa da Aurora a Roma dovrà essere ripetuta il 7 aprile ad un prezzo inferiore del 20%. Il palazzo, messo in vendita con ordinanza del tribunale per saldare un debito fiscale dei suoi proprietari, non ha ricevuto alcuna offerta di acquisto. Nonostante il prezzo di partenza fosse di 471 milioni di euro, il giudice ne ha fissato il valore minimo in 353,2 milioni. L’asta doveva concludersi mercoledì alle 15:00 ora locale (14:00 GMT), dopo ventiquattro ore di offerte, ma è stata chiusa poco dopo l’inizio per mancanza di interesse da parte degli investitori.

Si tratta di un palazzo e giardino di sei piani, con una superficie di circa 2.800 mq, nel cuore di Roma, residenza storica della famiglia Boncompagni Ludovisi, culla di cardinali e addirittura di due papi nel corso dei secoli.

L’asta ha suscitato grande scalpore nei media nazionali e internazionali, per il fatto che questo palazzo conserva l’unico murale conosciuto del genio del Caravaggio del Cinquecento sul soffitto di una delle sue stanze al primo piano.

Inoltre, conserva numerose opere d’arte, dipinti, sculture o libri, oltre all’affresco che dà il nome al paese, l’allegoria dell’Aurora, l’opera del Guercino, esponente del barocco romano, e altri pittori come Dominichino, Paul Bril o Giambattista Viola.

Valore inestimabile

Il palazzo, oggi in gran parte in disuso, freddo, buio e umido, fu in passato uno dei centri di potere di Roma e la sua bellezza fu decantata per la sua bellezza da Goethe, Stendhal o D’Annunzio.

Ma ora i giudici del Tribunale di Roma ne hanno ordinato l’asta perché gli eredi del suo ultimo proprietario, Nicolò Boncompagni Ludovisi, morto nel 2018, non hanno potuto mantenerla e hanno dovuto pagare un debito di imposta.

L’esperto Alessandro Zuccari, storico dell’Università La Sapienza, ha calcolato l’edificio a 432 milioni di euro (circa 484 milioni di dollari) seppur a malincuore, sottolineando nella sua relazione che “attualmente non ci sono parametri di valutazione” e questo è “inestimabile“.

Attualmente nel palazzo abita l’attrice americana Rita Jenrette, vedova dell’aristocratico Nicolò Boncompagni Ludovisi, dal quale ha ereditato anche il titolo di “principessa” e un conflitto con i figli di un precedente matrimonio.

Nei giorni scorsi è stata lanciata attraverso Change.org una campagna per l’acquisizione da parte dello Stato italiano di questo palazzo per l’alto valore storico e culturale, per il quale il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha offerto circa 200 milioni di dollari quindici anni fa, spiegò l’erede a Efe.

Ma, secondo la normativa, lo Stato può esercitare il diritto di preferenza solo entro un termine di sessanta giorni dall’acquisto del bene da parte di un individuo e per un importo superiore.

Al momento il Governo non ha alluso a questa possibilità, anche perché potrebbe interferire con l’asta, ma fonti del ministero della Cultura spiegano che il prezzo di partenza è pari a un quinto del bilancio ministeriale per un anno