Palazzo Fortuny, la casa-laboratorio dell’artista Mariano Fortuny a Venezia

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Questo simbolo della Venezia più elitaria e colta del primo Novecento riapre i battenti, dopo un importante restauro, per celebrare il grande artista spagnolo.

Dopo un restauro durato due anni, riapre a Venezia il Palazzo Pesaro degli Orfei, meglio noto come Palazzo Fortuny, dal nome del geniale artista spagnolo che ne fece la sua dimora e studio tra l’Ottocento e il Novecento. Danneggiato dall’Aqua Grande che ha allagato La Serenissima nel 2019, il superbo edificio, capolavoro del tardo gotico veneziano, ha necessitato di importanti interventi di conservazione, che sono diventati il ​​pretesto per rilanciare la struttura, che non ospita più mostre temporanee come prima, ma una sede permanente museo, dedicato alla poliedrica ispirazione di Mariano Fortuny y Madrazo e di sua moglie e musa Henriette Nigrin.

Erede di un’importante famiglia spagnola, appassionata di arte e cultura, Fortuny entra per la prima volta in questo palazzo veneziano nel 1898, quando non è altro che un rudere, e se ne innamora subito. Per dieci anni si dedica personalmente al restauro, al punto da fare dell’edificio lo scenario delle sue sperimentazioni, spaziando dalla pittura alla moda, dall’illuminazione alla fotografia, dal design al teatro. Non solo, Palazzo Fortuny diventa anche il salone preferito della città, il luogo dove stare, situato tra Campo San Beneto e Rio Michiel, dove l’élite culturale veneziana e internazionale si incontra e si lascia incantare dal proprietario e dalla moglie.

Il nuovo allestimento del Palazzo nasce dall’atmosfera sofisticata e frizzante dei primi del Novecento, che si fa sentire ancora grazie all’affascinante percorso espositivo ideato dal Maestro Pier Luigi Pizzi, regista, scenografo e architetto di fama mondiale; in collaborazione con Gabriella Belli e Chiara Squarcina, e con l’illuminazione di Massimo Gasparon.

Fortuny autoritratto