Umberto Mariani e la mostra “Milano-Parigi: Sei artisti pop italiani”

Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Dal 14 aprile al 15 maggio, Galerie T&L, in cooperazione e con la curatela di Stefania Del Portico, presenta la mostra ‘Milano-Parigi: sei artisti pop italiani’.

Questa mostra onora questo gruppo di artisti contestatori milanesi di fine anni ’60, strettamente legati all’universo artistico francese, e la cui opera costituisce la parte più impegnata della Pop art italiana. Paolo Baratella, Gianni Bertini, Fernando De Filippi, Umberto Mariani, Sergio Sarri e Giangiacomo Spadari si conoscevano, frequentavano ed esponevano insieme negli anni ’60, in Italia così come all’estero, producendo opere animate da sollecitazioni storico-politiche condivise.

Umberto Mariani e la mostra “Milano-Parigi: Sei artisti pop italiani”

La mostra è organizzata in occasione del cinquantenario di due grandi mostre, nel 1973 e nel 1974, al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e poi al Museo d’Arte Moderna della Città di Parigi. Intitolate Quattro pittori e una città: Milano.

Per celebrare questa ricorrenza, una trentina di opere eseguite tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta saranno proposti e presentati per la prima volta in questa esposizione nel cuore di Parigi.

Sei artisti pop impegnati tra Milano e la Francia alla fine del 1960

Questo gruppo milanese si distingue dagli altri artisti pop italiani dell’epoca (come Mimmo Rotella, Tano Festa e Mario Schifano) per la presa di coscienza molto più impegnata su temi politici e sociali, pieni di irriverenza e spesso venati di ironia verso la società di quel momento storico attorno a loro.

E’ in questa peculiare prospettiva verso il mondo, che la loro espressione li rende molto vicini al movimento francese della Figurazione Narrativa (di cui facevano parte diversi italiani, come Valerio Adami e Antonio Recalcati), di cui costituiscono in qualche modo il corrispettivo italiano.

Nei loro dipinti, Spadari, De Filippi e Baratella riflettono sul significato politico dell’immagine e memoria storica, spesso deviando immagini propagandistiche, da ridefinire con uno sguardo spesso critico verso le ideologie – sia verso l’imperialismo americano che verso il comunismo dietro la cortina di ferro. Altri, come Mariani e Sarri, realizzano una pittura meno narrativa, basata su forme ibride, ispirate al mondo industriale, all’industria della moda e del design ironizzando su di esse e sulle loro icone.

Come gli artisti della’ Figuration Narrative’, il loro approccio è decisamente figurativo trattando temi sociali e, come loro, si ispirano alle immagini dei nuovi mass media (televisione, manifesti pubblicitari, reportage fotografici, cinema), il loro stile è decisamente pop (colori acidi, collage, reportage fotografici, tavole-oggetti ecc.).

In Italia, dove sono state loro dedicate diverse retrospettive da musei e fondazioni anche negli ultimi anni, hanno una storia artistica lunga e nota ma la loro carriera in Francia è invece attualmente poco conosciuta. Gianni Bertini, stabilitosi a Parigi dagli anni Cinquanta, è invece il più “francese” di loro. Negli anni ‘60 e ‘70 tutti questi pittori vivevano e lavoravano in Italia ma frequentavano spesso Parigi trasferendosi nella ‘Ville lumiere’ anche per qualche tempo per avere l’opportunità di frequentare gli artisti francesi di quel momento storico così potente, da Télémaque ad Arroyo, da Erro’a Schlosser. 
Lo scambio fu così costruttivo che funzionò anche in direzione opposta, da Parigi a Milano.

Milano, in quell’epoca, era una delle capitali mondiali dell’arte contemporanea e molti collezionisti furono attirati e affascinati da questa dualità di espressione artistica così parallela ma anche estremamente varia tra le due città.

Gli artisti contemporanei francesi esposero in tante occasioni a Milano e così anche i critici d’arte francesi (Jouffroy, Gassiot Talabot ecc.) lavorarono per la loro divulgazione attraverso le gallerie milanesi.
Il mix culturale tra queste due città fu’ molto intenso. Baratella, De Filippi, Mariani e Spadari esposero accanto ad artisti francesi, all’ARC, dalla fine del Anni 60, nella Galleria d’Arte Borgogna, nello Studio Bellora e Studio Soldano nei primi anni ‘70. Gérald Gassiot-Talabot, il critico che ha coniato il termine “Figuration Narrative’ come sua definizione della pop-art alla francese e scrisse anche un saggio nel 1968 per un catalogo su Spadari a Milano.

Tutti gli artisti (tranne Sarri) sono stati inclusi nella famosa mostra Daily Mythologies 2 nel 1977, la grande retrospettiva organizzata da Gassiot-Talabot al Museo d’Arte Moderna della Città di Parigi per celebrare dieci anni di vita della ‘Figuration Narrative’.


Contatti stampa e informazioni utili sulla mostra ‘Milano-Parigi: sei artisti pop italiani’
A cura di: Stefania Del Portico e Tancredi Hertzog
Esposizione dal 14 aprile al 15 maggio 2023
Inaugurazione il 13 aprile Galleria T&L 61 rue de la Verrerie 75004 Parigi
Aperto da martedì a domenica, 11:00-19:00
contact@tl-galerie.com www.tl-galerie.com
Tancredi Hertzog tanc.hertzog@gmail.com tel.: 00 33 (0)6 95 26 03 4
Stefania Del Portico per Millennium II ltd. tel.: 0044 7934 852782 info@millennium2ltd.co.uk